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lunedì 29 gennaio 2018

La memoria non è il ricordo. Non è solo il ricordo



“La memoria non è il ricordo. Non è solo il ricordo.
Non basta sapere che certe cose sono accadute.
Non basta sapere che esseri umani come noi hanno trattato altri esseri umani come animali da macello pochi lustri fa.
Non basta ascoltare i canuti e ultimi testimoni oculari, la loro voce commossa e così straordinariamente ferma, oppure guardare le terribili immagini che sembrano giungerci da altri pianeti, degli scheletri umani di Auschwitz, del filo spinato che circondava gli schiavi e li divideva dai loro assassini, o dei cumuli di cenere umana della soluzione finale.
A noi l’obbligo di vivere la memoria, non solo come ricordo, non solo come formalità, ma come lezione viva, come limite da imporre alla storia degli uomini, come confine che è stato superato e che può essere superato. La memoria è vita, la vita di chi riconosce il confine dell’umanità e impedirà sempre che venga valicato di nuovo. Per qualsiasi essere umano, quale che sia il colore della pelle, la lingua o il credo. Ogni giorno della nostra vita.
Il giorno della memoria ancora di più”.
Emanuele Fiano, deputato del Partito Democratico.

domenica 13 aprile 2014

Con Lorella Peretti.


RELAZIONE DEL SEGRETARIO DEL CIRCOLO ALL'ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI DEL 10 MARZO



 Care Iscritte,Cari Iscritti,
il percorso che oggi concludiamo, e che completa il mandato ricevuto da questa assemblea il 3 febbraio scorso, è sicuramente solo una piccola parte , sia in termini temporali, si in termini di impegno di persone del più vasto movimento che in queste settimane , anzi in questi mesi ha occup...ato la scena arzignanese.
Sia su un piano più prettamente politico, sia su quello personale, diversi soggetti si sono posizionati e si stanno posizionando in vista delle prossime elezioni amministrative. E lo stanno facendo più o meno liberamente , non condizionate da regole e vincoli di partito.
La nostra è, ed è sempre stata una situazione diversa.
Noi siamo presenti, come circolo, già da sette anni in Arzignano, e, benchè non presenti come partito alle passate elezioni comunali, abbiamo avuto la maggioranza dei consiglieri comunali eletti nelle fila dell'opposizione , seppure eletti in diverse liste civiche.Lo stesso candidato sindaco nel 2009, ora consigliere Regionale Stefano Fracasso è membro del nostro Partito. Non sto ricordando questo per un semplice dato statistico, o peggio, per una qualche forma di autocompiacimento del ruolo del partito ad Arzignano, ma per rammentare , con la memoria di chi ha vissuto quelle fasi, e con il vostro aiuto, tutto il percorso , molto più lungo di questi 40 giorni che ci separano dalla scorsa assemblea del 3 febbraio, e che ci ha portato qui, oggi.
E anche perchè oggi, io credo e spero, è un giorno di svolta , di cambiamento rispetto a metodi e a scelte che hanno contraddistinto l'azione del nostro partito in passato qui ad Arzignano, e dei partiti di centrosinistra che l'hanno preceduto.
Già, perchè prima del 2009 ci sono stati il 2004, il 1999 e il 1995, nell'era dell'elezione diretta del Sindaco, elezioni che hanno consegnato all'elettorato arzignanese un centrosinistra vincente nei fatti, , ma con una realtà di liste civiche in cui si riconoscevano i suoi componenti e i suoi elettori.
Era una necessità, certo, una necessità vincente, ma era anche l'adeguarsi di una larga parte della dirigenza politica del centrosinistra locale a un clima e a un pensiero di antipolitica e di disprezzo per i partiti che ha permeato per anni la società del nostro paese.Clima che in altre realtà, anche vicino alla nostra, veniva combattuto e in larga parte vintoe che comunque non impediva risultati pari se non migliori di quelli ottenuti ad Arzignano.
Oggi ci sono le condizioni per un cambio di rotta , per un'operazione più chiara più trasparente.E ci sono, non perchè siano mutati quei sentimenti contrari, anzi. La nascita del Movimento 5 Stelle, ancor più del leghismo, dimostra che l'antipolitica , se vogliamo l'antisistema compreso quello dei partiti, si è radicato, e si è estremizzato. Ma come in tutti i sistemi che si radicalizzano, ugualmente si è sviluppato uun senso di recupero , di difesa di quei valori che costituiscono la base del nostro sistema politico democratico, di cui il PD è diventato ormai l'unico vero rappresentante. E gli attacchi continui che il nostro Partito subisce ormai da mesi ne sono una efficace testimonianza.
Ma questo è il dato politico, che comprende certamente anche le ultime vicende legate alle scelte che il PD ha fatto, sia in bene che in male e che caratterizzano il modus operandi di un partito, il nostro, con molti difetti, ma con la grande qualità di essere una comunità di persone che , attraverso valori e progetti condivisi, cerca di governare il Paese. Questa è la parola a cui intendevo arrivare stasera: comunità.
Questa parola è il senso che diamo al nostro operare in politica, anche e soprattutto a livello del nostro circolo, nella nostra Arzignano.Noi siamo una comunità di persone che ha deciso, insieme, di svolgere un'azione volta al bene di una comunità più ampia che è il nostro Comune.Questo ha caratterizzato l'agire del nostro circolo fin dal suo nascere, in cui anche le tensioni, i disaccordi, le delusioni che ricadevano a volte dai livelli superiori venivano poi assorbiti dal nostro sentirci parte di un gruppo che lavorava per dare un orizzonte diverso al nostro paese e al nostro Paese (con la P maiuscola), insieme a tanti altri gruppi come il nostro.
Questo e niente altro ha mosso sempre le nostre azioni, attraverso tutti gli strumenti messi in campo in questi anni.
Oggi, come dicevo, anche questo nostro essere comunità politica è a un bivio. Ci è chiesto un di più di responsabilità , un di più di impegno. E ciò avviene in un momento difficile , in cui la tentazione di nascondersi, di lasciare fare ad altri, è forse ancora più forte . Un momento in cui altre forze pensano, legittimamente per parte loro, di interpretare in modo più moderno la richiesta di cambiamento di Arzignano. Io non voglio aprire un fronte di scontro con questi movimenti. Credo anzi che al fine del raggiungimento dell'obbiettivo del governo della Città , tutte le forze siano necessarie, e credo quindi che un'azione civica sia utile, direi indispensabile. L'elettorato arzignanese, dopo anni di governo di centrodestra , dopo anni di danni di immagine per la nostra città, dopo anni di scelte incomprensibili, deve avere la possibilità di avere una scelta più ampia possibile sul piano amministrativo.
Ma il nostro compito non è solo quello di dare un governo alla città di Arzignano. Il nostro compito è quello di darle un' amministrazione di centrosinistra e riformista, perchè le sfide che ci aspettano solo un'amministrazione di centro sinistra le può affrontare . Per questo motivo, e vado verso la fine , il mandato ricevuto a febbraio dall'assemblea di circolo viene restituito alla stessa con questa proposta: propongo che il circolo si esprima a favore della presenza di una lista del Partito democratico come tale, quindi con il suo simbolo , nella prossima competizione elettorale.
Per la figura del candidato Sindaco credo che sarebbe estremamente negativo dividersi su più candidati, ma, come ho detto in precedenza, la presenza di più candidature è un arricchimento della democrazia e dell'offerta all'elettorato, soprattutto se di candidati motivati e credibili.
Ma , proprio per l'esperienza della nostra passata presenza alle precedenti competizioni elettorali, nelle amministrazioni scorse, e nelle liste che le hanno sostenute, credo che al nostro Partito competa la ricerca di quel senso di respondabilità e di governo della cosa pubblica che tra i candidati presenti oggi sullo scenario sia maggiormente rappresntato dal candidato LORELLA PERETTI.
Il suo essersi messa a disposizione della città, dopo un mandato di consigliere di minoranza e un precedente mandato di Assessore della giunta Fracasso ,sono garanzia di non improvvisazione e di esperienza sufficiente a potere governare un amministrazione in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo. Allo stesso tempo è anche evidente che la freschezza del suo agire nel sociale, il suo essere sempre dalla parte dei più deboli, la sua figura rappresentativa di donna impegnata in molti enti e associazioni, rappresentano un segno di rinnovamento e premessa di buon governo della cosa pubblica, che non vedo in altri candidati. Grazie e buona discussione.
Il Segretario di Circolo
Luca Lazzaroni

martedì 10 settembre 2013

Sulla vicenda Acque del Chiampo.



Siamo di fronte all' ennesima brutta figura che questo sindaco e questa amministrazione procura a Arzignano e ai suoi cittadini.

Oltre ad avere distrutto anni di collaborazione e rispetto tra le amministrazioni dell ovest vicentino , lascito delle precedenti amministrazioni , Gentilin & co. hanno gettato nel ridicolo un ente, Acque del Chiampo , che ha sempre svolto con efficienza  e serietà il suo lavoro al servizio dell economia e dei cittadini della  Valle del Chiampo.

Crediamo che siano veramente pochi oggi gli Arzignanesi che non auspichino il veloce arrivo delle elezioni amministrative di Primavera , per vedere  mandare a casa questa maggioranza pasticciona e arrogante.





giovedì 27 giugno 2013

Arzignano, la gogna è online

http://www.nuovavicenza.it/wp-content/uploads/2013/06/gogna-arzignano.jpg da "La Nuova Vicenza", di Giulio Todescan.

Ad Arzignano, Ovest Vicentino, vige un efficiente sistema di gogna pubblica: il Comune utilizza internet per pubblicizzare urbi et orbi i piccoli e grandi reati scoperti dalla polizia municipale. Tutto riportato sul portale InArzignanoNews.it, il sito realizzato nel 2009 dall’amministrazione comunale con la supervisione di Enrico Marcigaglia, assessore leghista alla sicurezza, all’immigrazione e alla comunicazione.
Nei suoi frequenti comunicati stampa l’assessore segnala gli illeciti e reati compiuti, con tanto di scheda identificativa degli arzingnanesi beccati con le mani nella marmellata. Manca solamente il nome, per il resto c’è tutto. Esempio: «Indiani bevono alcolici al parco giochi: multati», mail inviata il 18 giugno ai giornalisti, notizia pubblicata immediatamente anche sul portale comunale. Alla faccia del diritto alla privacy, tutti i dettagli sono squadernati in una tabellina standard: il nome degli agenti che hanno firmato il verbale, l’ora e il luogo del bivacco, e ovviamente età, sesso, nazionalità e comune di residenza dei multati. Non manca il commento moraleggiante del sindaco Giorgio Gentilin (Pdl) e dell’assessore Enrico Marcigaglia (Lega): «Anche gli stranieri devono imparare le regole di civile convivenza. Bere alcolici nei parchi e magari gettare a terra le bottiglie di vetro è un gesto di estrema inciviltà».
Dare pubblicità delle gesta dei vigili urbani è prassi diffusa e fino a un certo limite dovuta, dal momento che la polizia municipale è un settore dell’ente comunale e come tale deve render conto di quel che fa. Eppure lo zelo degli amministratori della città del grifo appare un tantino dopata, in particolare verso gli stranieri. Come nel Panopticon, il carcere dove tutti sono visibili al guardiano progettato da Jeremy Bentham, ognuno deve sapere che, se sgarra, il suo sbaglio sarà visibile a tutti. Arzignano, capitale dell’industria conciaria veneta e forse italiana, nel 2009 era il Comune italiano con la più alta percentuale di stranieri residenti: arrivavano al 20%. Nel 2010 si raggiunse il 21,1%, ma ora il loro numero cala, arrivando al 19.5% nel dicembre 2012. Un risultato rivendicato con orgoglio dall’amministrazione, che nel numero di aprile del giornalino InArzignano (cartaceo stavolta, vedi foto a lato) spara il titolo: «Calano gli stranieri del 7%». L’assessore Marcigaglia chiosa con una frase che incenerisce decenni di faticose politiche per l’integrazione: «Secondo la nostra esperienza, uno standard di immigrazione sostenibile per garantire VERA INTEGRAZIONE (maiuscolo originale, ndr) dovrebbe essere intorno al 10%».
Clandestini fermati, rifiuti abbandonati, automobilisti drogati, camionisti che taroccano il cronotachigrafo, indiani che fuggono dopo un incidente ma vengono riacciuffati dai vigili arzignanesi: non manca nulla, sotto lo sguardo sorridente ma un poco inquietante del sindaco Gentilin in giorgio_gentilin_gif_animata_arzignanoversione digitale (vedi la gif animata a fianco, riprodotta dal sito InArzignanoNews.it). La nazionalità di chi viene multato è sempre evidenziata nei titoli, eppure si nota una certa prevalenza verso le nazionalità straniere. «Indiani bevono alcolici al parco giochi: multati», «Larve nel negozio indiano: 9mila euro di multa», «Polizia locale blocca clandestino nigeriano», «Rifiuti abbandonati: bangladese multato», e così via. Poi però leggiamo: «Droga: positivo agli oppiacei alle 4 del pomeriggio», e scopriamo che l’autista sotto effetto di sostanze è di nazionalità italiana. Oppure scopriamo che la «Multa di 500 euro a ditta per abbandono di rifiuti» si riferisce a un’impresa il cui titolare è di Arzignano. Eppure, sarà di certo una coincidenza, qui ci si è scordati di segnalarne la nazionalità.
Non è però il caso di fare di tutt’erba un fascio. Anche qui, ci sono le eccezioni. Come quella del «Valdagnese positivo alla cocaina» scovato il 28 marzo scorso. Sarà una svista o un residuo di campanilismo, questa volta non è sfuggita la provenienza del multato da un comune vicino. Chi lo sa: forse, dopo aver fatto calare del 7% il numero di stranieri residenti, hai visto mai che il prossimo obiettivo sia ripulire Arzignano dagli invasori dell’alta valle dell’Agno?

martedì 18 giugno 2013

I giorni dell'Iva. No all'aumento: peserebbe troppo sulle famiglie e darebbe il colpo di grazia al commercio.

Il governo deve fare tutto il possibile per evitare l’aumento dell’Iva, dal momento che peserebbe soprattutto sulle famiglie più in difficoltà e darebbe un colpo al commercio.

Allo stesso modo, è indispensabile una rimodulazione dell’Imu che permetta di alleggerire l'imposta sulle prime case.

Tutti sanno che le risorse disponibili sono limitate. Nonostante ciò, chiediamo al governo di fare il massimo e anche di più per trovare una soluzione, evitando però le insopportabili speculazioni, ormai quotidiane, su questi temi, e le posizioni demagogiche che hanno il solo scopo di piantare ipotetiche bandierine su provvedimenti che devono comunque vedere un largo consenso tra le forze politiche.

Così Matteo Colaninno, responsabile economico del Partito Democratico