Riportiamo di seguito un editoriale a firma di Filippo Rossi apparso sul magazine di FareFuturo, fondazione legata a Gianfranco Fini, dove si parla esplicitamente di "sensi di colpa" e di "sbagli" da parte di una certa destra italiana che non ha saputo alzare la testa di fronte agli atti più vergognosi di Silvio Berlusconi. Il commento più in voga è "Ma se ne accorgono solamente ora?" d'altronde le malefatte del nostro presidente del consiglio sono sotto gli occhi di tutti, tuttavia questo editoriale potrebbe essere veramente uno spartiacque affinché anche in Italia si venga a creare una destra europea, laica e liberale con la quale sia possibile (finalmente) una seria discussione politica ?
Speravamo che il berlusconismo non fosse come lo dipingevano i nemici, ma...
Non è una questione politica: adesso, è una scelta di libertà
di Filippo Rossi Eravamo convinti che fosse un semplice dibattito politico, il confronto tra due idee di centrodestra. Eravamo convinti che si trattasse di un normale dialogo tra idee diverse, opzioni diverse, leadership complementari. Eravamo sinceramente convinti che tutto potesse scorrere tranquillamente nei canali della democrazia interna a un partito. Era una sicurezza che derivava da una certezza cresciuta negli anni: Berlusconi non era il Caimano descritto dagli antiberlusconiani di professione; Berlusconi era un leader atipico ma liberale; Berlusconi non era uno da "editti bulgari"; certo, Berlusconi aveva tante questioni personali e aziendali (quante se ne potrebbero elencare) ma era comunque un leader con una sogno, una lucida follia; Berlusconi, insomma, non era come lo descrivevano i suoi nemici. Ed é in base a queste certezze che lo abbiamo difeso per anni, sperando nella sua capacità di spiccare il volo e diventare un grande politico, uno statista.Adesso è cambiato tutto e niente sarà più come prima. Perché nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida integralmente con le sue espressioni più appariscenti e drammaticamente caricaturali. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare scientificamente l’avversario e magari distruggerlo. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non si nutra di propaganda stupida e intontita, di slogan, di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario. Ma tanto non ci proveranno nemmeno, a convincerci. E, purtroppo, il pensiero corre agli eventi passati, all'editto contro Enzo Biagi, contro Daniele Luttazzi, contro Michele Santoro. Il pensiero corre ai sensi di colpa per non aver capito prima, per non aver saputo e voluto alzare la testa. E oggi che gli editti toccano da vicino, è fin troppo facile cambiare idea. Oggi ha ragione chi dice: perché non ci avete pensato prima? Non c'è una risposta che non contempli un pizzico di vergogna. Un vergogna che, però, non prevede ora il silenzio, il ripetersi di un errore. Eravamo convinti che tutto fosse un semplice dibattito politico. Sbagliavamo. È molto, molto di più. È una questione di civiltà. Di democrazia. E di libertà. Questioni forse più grandi di noi, che impongono una scelta difficile. Intendiamoci, tutto questo poi non impedisce la “politica”, non impedisce di assumersi la responsabilità di trovare accordi per governare il paese. Si parla d’altro. Si parla di qualcosa di più. Perché quello che abbiamo visto in questi ultimi tempi, tra documenti di espulsione e attacchi sguaiati alle istituzioni che sembrano concepite come proprietà privata e non come bene pubblico, relazioni internazionali di dubbio gusto e killeraggi mediatici, per non parlare delle questioni etiche trasformate in propaganda di partito, ecco, tutto questo dimostra che c’è una distanza culturale prima di tutto. E che la scelta, a questo punto, è se stare o meno dalla parte di una politica che si possa dire davvero laica e liberale. 19 agosto 2010
Scarica l'almanacco di 12 mesi con la cronaca della nostra opposizione alla Camera. Prepariamo giorni migliori anche in Parlamento, per affermare e diffondere un’altra idea dell’Italia
Dalla ricostruzione dell’attività del nostro gruppo in questa difficile stagione, il dato che salta agli occhi è la debolezza dell’azione del governo e della sua maggioranza di fronte ad una delle fasi più complesse della vita del nostro Paese, per il suo futuro, per le inquietudini che accompagnano i tentativi di uscire dalla crisi, per il suo ruolo nel mondo. Potremmo dire che a una certa arroganza dei numeri, a un tentativo sempre più evidente di svuotare la funzione del Parlamento (con la sponda di una legge elettorale che ogni giorno di più dimostra la sua assurdità), ha corrisposto ben poco in termini di risultati e di efficacia e ha preceduto quel vero e proprio collasso del centrodestra che sta andando in scena proprio mentre andiamo in stampa. Qui troverete provvedimento per provvedimento la nostra attività, le nostre battaglie, spesso durissime, le nostre proposte e anche i successi ottenuti, in alcuni casi di notevole importanza. Siamo riusciti, infatti, come compete a una forza di opposizione responsabile, a cambiare e migliorare nella sostanza alcune leggi anche se alla fine dell’esame, secondo il nostro giudizio, restano sbagliate. È stato così in febbraio, solo per fare un esempio, per il decreto che pretendeva di realizzare la società per azioni della Protezione civile e dare sponda a un sistema su cui poco dopo sono state smascherate le molte nefandezze. Lo stesso abbiamo fatto, a partire dai lavori di commissione, per la legge sulle intercettazioni, la prima delle nostre battaglie in aula alla ripresa di settembre. Troverete anche l’attività fatta di impegni chiesti al governo attraverso le mozioni che via via hanno toccato punti fondamentali per la vita economica, sociale e culturale del Paese, per i diritti di tutti. Così come è stato con le interrogazioni e le interpellanze. Un prezioso quanto accurato dossier realizzato dal nostro ufficio che si occupa dei rapporti con l’assemblea (disponibile sul sito del gruppo all’indirizzo www.deputatipd.it) fornisce una serie di dati di grande interesse per comprendere come si è concretizzato l’operato dell’esecutivo in Parlamento e come si è svolto il nostro lavoro. Dati che spesso sfuggono nel grande mare dell’informazione politica, sopraffatti da notizie di taglio diverso, più legato al dibattito quotidiano, spesso sterile e chiassoso. Si può vedere che il gruppo del Pd si è confermato (i dati riguardano la legislatura dal suo inizio) il più presente in aula con percentuali di assoluto rispetto, l’81,8. Siamo stati i più presenti sia fra quelli di opposizione, sia fra tutti i gruppi (di solito questo primato viene ricoperto da chi sostiene il governo). La forte presenza in aula ci ha permesso di battere il governo 53 volte. Da ricordare le vittorie sul nostro emendamento che in pratica ha annullato il decreto salva liste o l’approvazione di una pregiudiziale di costituzionalità che ha fatto saltare un decreto che avrebbe aiutato il fenomeno dell’abusivismo in Campania. Delle 175 leggi approvate fino alla metà di luglio – come si legge nel dossier appena citato – ben 150 sono di iniziativa governativa. Quelle nate in Parlamento non hanno quasi mai grande rilievo e raramente prevedono spesa. Si tratta nella gran parte dei casi di leggi simbolo, come le istituzioni di giornate per celebrare ricorrenze o l’istituzione di commissioni d’inchiesta. Spesso (in 18 casi su 25) sono state approvate senza passare per l’aula, con il sistema della sede legislativa in commissione. Ancora: il governo ha superato qualsiasi record licenziando ben 65 decreti (come abbiamo ricordato prima 2 sono stati bloccati in aula) e chiesto la fiducia 36 volte nelle due Camere. Di fronte a questo quadro impressionante, testimonianza del tentativo della destra di svilire il Parlamento, il nostro gruppo ha lavorato con serietà e passione per proporre nuovi progetti per l’Italia e per affermare un’altra idea della politica.
Erano un migliaio davanti al Parlamento per protestare contro i tagli indiscriminati e lineari sulla sicurezza. Rappresentanti della Polizia, Vigili del fuoco, Corpo forestale, Cocer Guardia di Finanza e Aeronautica indignati per una manovra finanziaria che non garantisce nessun sviluppo ma mortifica e rende sempre più insicuro il posto di lavoro. Tanta dignità sotto il caldo dei 40 gradi romani e grida “vergogna, vergogna”, tutto sotto il controllo a vista dai loro “colleghi” che presidiavano Piazza Montecitorio.
Difficilmente ora la Questura potrà giocare sui numeri dei presenti. I rappresentanti delle forze dell'ordine mostravano nastri neri al braccio ed epitaffi in segno di lutto: “oggi il Paese è in lutto, perché è morta la sicurezza”.
“Chiediamo al governo – ha spiegato il segretario del sindacato di Polizia Sap, Nicola Tanzi - che si intervenga attraverso l'interpretazione della norma relazione tecnica di accompagnamento alla manovra. È vero che il governo ha blindato il decreto, ma siamo fiduciosi che si possa ancora intervenire”. In ballo c'è una questione di non poco conto: la sicurezza dei cittadini “già minata con i tagli operati dalla precedente manovra fiscale”.
Tra i manifestanti è arrivato anche Enrico Letta, vice segretario del Pd. “La sicurezza – ha dichiarato il leader democratico esprimendo il proprio sostegno alla protesta degli esponenti delle forze dell'ordine - è la prima vittima della manovra e del ddl sulle intercettazioni".
"Se il governo – ha continuato il vicesegretario Pd – ha problemi di tempi, siamo disposti noi, come Pd, a farci carico dei tempi per cambiare la manovra sulle cose che vanno cambiate. Oppure subito dopo faccia un decreto che corregga la manovra su interventi come questo della sicurezza che per noi sono storture insostenibili".
Anche Emanuele Fiano, presidente del forum Sicurezza del Partito Democratico, era presente in Piazza Montecitorio per portare la solidarietà del Pd alle centinaia di poliziotti e militari che partecipavano alla manifestazione.
“Siamo intervenuti – ha dichiarato Fiano - anche nell’aula dei deputati per portare la nostra solidarietà a quanti, ogni giorno, a rischio della propria vita, difendono sul territorio nazionale e non solo i principi della Costituzione e si sentono oggi umiliati e offesi dai tagli sconsiderati compiuti dal governo”.
Ora, oltre al lavoro di opposizione in Aula, c'è da sperare che a Berlusconi giunga “l'intercettazione” della protesta delle forze di polizia: queste sì che sono atti rilevanti.
“Le bandiere di tutti i sindacati del settore sicurezza stanno sventolando da stamattina in piazza Montecitorio. La manifestazione unitaria di Siulp, Sap, Ugl Polizia di Stato, Siap, i sindacati della polizia penitenziaria e i Cocer delle Forze Armate contro i tagli della manovra economica dimostra l’abbandono di questo governo verso chi si occupa dell’incolumità dei cittadini”. Lo ha detto Rosa Villecco Calipari, partecipando alla protesta davanti alla Camera.
“Anche oggi – ha sottolineato Calipari - è arrivato il plauso del ministro Maroni per l'operazione condotta nei confronti di uno dei clan più pericolosi della 'ndrangheta”.
“Caro ministro – ha concluso la vicepresidente - ben vengano i complimenti, ma questa manovra va a pesare sul comparto con un contributo dell'11%. Chiusura di commissariati, diminuzione delle volanti sul territorio, abbassamento alla lotta all'immigrazione clandestina e, in contemporanea, allungamento dei tempi per le richieste di soggiorno che consentono l’inserimento degli stranieri che onestamente lavorano nel nostro Paese. Questa è la politica del governo Berlusconi, le promesse e gli elogi non possono nasconderla”.
Il congresso del Partito Democratico - o meglio la convention che dovrà individuare i tre candidati alle primarie - si sta lentamente avvicinando, infatti chi s'iscriverà dopo il 21 Luglio non potrà partecipare alla votazione delle mozioni collegate ad ogni candidato. Ma chi sono coloro che fino ad ora hanno espresso l'intenzione di candidarsi a segretario nazionale del PD ? Quali sono le loro storie, le loro esperienze ? Per ora i candidati sono quattro, conosciamogli meglio...
PIERLUIGI BERSANI
Ha un passato nel Partito Comunista emiliano - aderendo al PDS e poi ai DS - nasce a Bettola (Piacenza) il 29 Settembre del 1951 in una famiglia di artigiani, suo padre era benzinaio e meccanico. Dopo il liceo si laurea in filosofia con una tesi in storia del Cristianesimo, sposato dal 1980 ha due figlie Elisa e Margherita. Giovanissimo è Vice Presidente della Comunità Montana piacentina, quindi Vice Presidente del Comitato Comprensoriale piacentino. Eletto Consigliere Regionale per la Circoscrizione di Piacenza, il 6 Luglio 1993 è eletto Presidente della Regione Emilia Romagna, con il 54 % dei voti.
Dal 1996 al 1999 è Ministro dell'Industria, del Commercio, dell'Artigianato e del Turismo del governo Prodi, dal 23 dicembre 1999 al 3 Giugno 2001 ricopre il ruolo di Ministro dei Trasporti e della Navigazione. Nel 2001 viene eletto deputato del collegio Fidenza - Salsomaggiore, componente della X Commissione Attività Produttive della Camera. Alle elezione del 2004 viene eletto parlamentare europeo ella circoscrizione nord-ovest; membro della “Commissione per i problemi economici e monetari” e della “Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori”. Componente della Delegazione alle Commissioni di cooperazione parlamentare UE-Kazakistan, UE-Kirghizistan, UE-Uzbekistan e per le relazioni con il Tagikistan, Turkmenistan e Mongolia, della delegazione per le relazioni con la Biellorussia, e della Delegazione all'Assemblea parlamentare Euromediterranea. E' stato membro della Presidenza del comitato politico e del Comitato nazionale dei Democratici di Sinistra, dal 17 Maggio 2006 all' 8 Maggio 2008 ha ricoperto il ruolo di Ministro dello Sviluppo Economico del secondo governo Prodi. Dal 9 Maggio è il punto di riferimento del pd per quanto riguarda il settore economico.
DARIO FRANCESCHINI
Dario Franceschini è nato a Ferrara il 19 Ottobre 1958, sposato dal 1986 ed ha due figlie Caterina e Maria Elena si è laureato in giurisprudenza presso l'Università di Ferrara. Il suo impegno nel mondo politico inizia nel lontano 1974 quando fonda nella sua scuola, il liceo scientifico "Roiti" l'ASD ( Associazione Studentesca Democratica) di chiara ispirazione cattolica e centrista, s'iscrive alla Democrazia Cristiana al tempo dell'elezione a segretario di Benigno Zaccagnini, dopo due anni dall'iscrizione viene eletto delegato provinciale dei giovani DC. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Ferrara, quattro anni dopo entra nella direzione nazionale dei giovani democristiani, successiva mente a questa esperienza entra negli organi provinciali e regionali del partito e dirige alcuni giornali d'area sinistra DC, nella fase di trasformazione di DC in PPI invita fortemente il partito a scegliere l'alleanza tra centro e sinistra, la scelta del PPI di correre come terzo polo fa sì che Franceschini nel 1994 aderisce ai Cristiano Sociali fondando il movimento a Ferrara e diventandone consigliere nazionale, un anno dopo si candida sindaco a Ferrara - in una coalizione che vedeva l'alleanza con Laburisti e Verdi - raccogliendo il 20 % dei voti. Dopo la scissione del PPI e l'adesione di questo all'Ulivo Franceschini rientra nel partito, dal 1994 al 1997 nè è vice segretario nazionale, ed è candidato al ruolo si segretario politico nell'ultimo congresso. Entra nel secondo governo D'Alema come sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega alle riforme istituzionali, viene eletto deputato nelle elezioni del 2001 e nello stesso è tra i membri fondatori della Margherita, diventandone Coordinatore dell' Esecutivo Nazionale. Viene rieletto deputato nelle elezioni politiche del 2006 e diviene presidente del gruppo parlamentare dell'Ulivo alla Camera dei Deputati. Il 14 Ottobre 2007 con la nascita del Partito Democratico e l'elezione di Walter Veltroni al ruolo di segretario nazionale Dario Franceschini diventa vice segretario, il 21 Febbraio 2008
IGNAZIO MARINO
Sposato con una figlia, laureato in Medicina e Chirurgia a Roma, all' Università Cattolica. Ha lavorato nei centri trapianti di Cambridge e diPittsburgh.
Nel 1992 è stato nominato Direttore Associato del National Liver Transplant Center del Veterans Affairs Medical Center di Pittsburgh, l'unico dipartimento per trapianti d'organo appartenente al Governo degli Stati Uniti. Nel 1999 ha fondato l' ISMETT a Palermo,- grazie a un rapporto di collaborazione fra l’University of Pittsburgh Medical Center e il governo italiano - di cui è stato il direttore e l'amministratore delegato.
Nel 2001 ha eseguito il primo trapianto italiano in un soggetto sieropositivo in terapia HAART. Nel 2002 ha lasciato la posizione di professore di chirurgia presso l'University of Pittsburgh ed è diventato professore di chirurgia presso il Jefferson Medical College di Filadelfia . Ha una casistica personale di oltre 650 trapianti ed è autore di 635 pubblicazioni e di 3 libri scientifici.
Nel 2005 ha pubblicato un saggio per la collana Le Vele di Einaudi intitolato Credere e curare, che tratta della professione di medico e dell’influsso che su questo mestiere ha la fede, intesa anche come credo religioso ma soprattutto come passione, solidarietà ed empatia verso gli altri. Nel 2007 ha pubblicato un saggio edito dalla fondazione Italianieuropei e intitolato “Sistema salute. Analisi e prospettive per il futuro della sanità italiana”. Nel 2008 ha pubblicato per la collana “I Mestieri della Scienza” di Zanichelli il libro “Idee per diventare chirurgo dei trapianti. Una corsa fra la vita e la morte”.Nel 2005 fonda Imagine Onlus, un'organizzazione internazionale non-profit che opera nel campo della solidarietà internazionale con particolare attenzione alle tematiche della salute. Nel marzo 2006 si è candidato come indipendente nelle liste dei Democratici di Sinistra per il Senato; nell’aprile 2006 è stato eletto Senatore e dal 6 giugno 2006 è stato presidente della XII Commissione Igiene e Sanità.Rieletto a Palazzo Madama nel 2008 con il Partito Democratico, è attualmente presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale, e membro della Commissione igiene e sanità del Senato. Come medico e uomo politico Marino, di fede cattolica, afferma di avere una visione laica della politica e di mantenere sui temi etici una linea indipendente.Il 16 Gennaio aderisce all'appello lanciato dal Partito Radicale Transanazionale che, sull'esempio di quanto fatto negli USA dal comitato inaugurale di Barack Obama, invita i cittadini italiani a dedicare un giorno di servizio alla propria comunità.
Il Partito Democratico di Arzignano vuole fare di questo spazio un luogo in cui discutere, un blog dove è possibile parlare del partito che desideriamo, ma soprattuto dell'Italia che vogliamo.
Il decreto salva crisi è sbagliato. Non è la social card che rimette in moto l’economia. Berlusconi è come il venditore di almanacchi di Leopardi che diceva ‘il prossimo anno sarà migliore’. Vanno aiutate le famiglie, i precari, i giovani in cerca di lavoro estendendo a loro gli ammortizzatori sociali per coniugare flessibilità e sicurezza.
Ambiente
La Prestigiacomo si è dedicata ad essere scettica verso la scommessa sul futuro: i mutamenti climatici e la questione energetica sono un punto dimenticato nell’agenda del governo, invece che una delle scommesse più importanti per l’Europa. Lasciamo stare le fesserie, il PD segna un punto sugli sgravi fiscali del 55% degli ecoincentivi con il ritiro della loro retroattività ma nel 2009 dovranno ripristinarli per noi è una priorità. Il nord Europa ha case che consumano la metà delle nostre, questo è un governo di alieni rispetto alle esigenze degli italiani!
Pubblica Amministrazione e innovazione
Il governo attacca i dipendenti pubblici ma non fa nulla per migliorare i difetti della pubblica amministrazione. Il PD vuole più semplificazione invece Calderoli ha tagliato solo decreti ormai inutili: sulla pietra pomice ad esempio! Ma non fa ciò che serve.
Dicono di tagliare gli enti inutili poi fanno un decreto per evitare la soppressione degli enti chiusi dal governo Prodi.
Hanno attaccato i fannulloni? Definendo così tutti i dipendenti pubblici! Ma non hanno fatto niente sull’innovazione. Invece vanno messi online i bandi di gara e di concorso, vanno resi noti i criteri così da poter controllare.
Giustizia
Il governo ha proseguito la distruzione della giustizia portata avanti tra il 2001 e il 2006. Il lodo Alfano viola le norme di uguaglianza tra i cittadini ma su di esso si pronuncerà la Corte Costituzionale. Invece non hanno fatto quello che serviva, non si sono occupati della giustizia dei cittadini. Servono processi più rapidi, certezza della pena, equilibrio tra accusa e difesa. Una giustizia che non funziona è una palla al piede dei cittadini e nel 2009 continuerà ad esserlo.
Welfare
Il governo si è mosso sulla difensiva rispetto alla crisi economica, ma come dimostrano Brown e Sarkozy bisogna attaccare. Non basta la difesa del decreto salva-banche che noi infatti abbiamo agevolato. Bisogna passare all´offensiva, a partire dagli ammortizzatori sociali. La proposta che ci sentiamo di fare al governo è la seguente: convochi a gennaio una sessione parlamentare che serva ad incardinare la riforma degli ammortizzatori sociali e noi saremo i primi a fare la nostra parte. Ci vuole grande impegno e celerità per dare vita ad una seria riforma nell´arco di un mese.
Cultura
Il mondo della cultura, dello spettacolo e dell'arte sta affrontando una vera e propria emergenza che il Governo sceglie di ignorare nonostante Bondi chieda risorse! Intanto chiudono 450 tra teatri decine di migliaia di persone sono a rischio disoccupazione in un settore già precario. Ci sono problemi con enti lirici e conservatori. E per i beni culturali?si è trovato un manager (Mario Resca ex Mc Donald, ndr) ma non si vede come potrà gestire se non privatizzando le nostre bellezze! Basta guardare Verona dove il sindaco ha messo in vendita 2 palazzi del ‘700, uno dei quali è un museo. È un precedente pericoloso. Così nel ministero si sta ristrutturando la struttura, mettendo in sottordine tutta la questione ambientale, smantellando gli uffici che se ne occupano. Sappiamo l’importanza che ha la conservazione del paesaggio che è la nostra memoria. La cultura è la nostra identità e la stanno soffocando, considerandola uno spreco. Ma non si vive solo di pasta e ceci!
Interno
:Sicurezza: da parte del Governo Berlusconi tanti annunci e pochi fatti se si escludono grandi tagli agli investimenti: 3,5 miliardi di euro in meno a Interno e Difesa, alle forze di polizia. Sull’immigrazione hanno scelto di non governare il fenomeno: duri a parole senza dare più sicurezza al paese, basta pensare al raddoppio degli sbarchi a Lampedusa in un solo anno! Bisogna distinguere tra chi entra in Italia con una casa e un lavoro e va legalizzato e chi entra illegalmente. Ma il governo fa di tutta l’erba un fascio anche con misure odiose e sbagliate. Noi abbiamo presentato un pacchetto sicurezza per risolvere tutti i problemi e all’inizio del 2009 affronteremo in maniera organica il tema dell’’immigrazione riproponendo con forza i temi della sicurezza e il diritto di voto per gli immigrati presenti legalmente in Italia e che hanno diritto di partecipare alla comunità perché non c’è sicurezza senza solidarietà.
Politiche agricole e forestali
Il decreto sulla competitività nel settore agro-alimentare e la finanziaria sono state le due grandi occasioni perse da parte del governo Berlusconi nel 2008. Due circostanze in cui si poteva dare un sostegno al comparto agricolo e ai settori collegati, alla pesca. Invece abbiamo assistito allo spettacolo della maggioranza che votava i nostri emendamenti in Commissione in Senato mentre noi votavamo alcuni dei loro, o per poi bocciarli tutti in Aula, votando anche contro sé stessa per ordine di scuderia! Votando contro i nostri prodotti di eccellenza, i marchi di qualità del made in Italy. È molto grave e ci impegna a fare di più e meglio nel 2009 provando a fare breccia in una sensibilità che ad oggi non abbiamo potuto rilevare.
Politiche Giovanili
È facile criticare il governo perché è stato il più ostile alla gioventù italiana. Ce l’imbarazzo della scelta: dalla norma antiprecari alla riforma scolastica e universitaria si è fatto di tutto x ostacolare i giovani. Per la Meloni non so come criticarla. Non ha fatto nulla per i giovani. Cosa avremofatto noi? Avremo provato a sbloccare il nostro paese che vive in una sorta di ingessatura, di gabbia mentre ha bisogno di liberare le energie. via subito alle quote verdi. L’Italia ha bisogno delle energie giovani, poi voto a 16 anni per le amministrative, più opportunità di accesso al credito, alla casa, al lavoro e cambiamento della legge sull’immigrazione: dando cittadinanza ai ragazzi nati qui.
Comunicazione
Questo governo ha avuto una politica non brillante: abbiamo visto prima la norma salva Rete 4, poi la decisione di aumentare l'IVA a SKY, un concorrente di Mediaset, poi la sceneggiata della commissione di vigilanza. Su tutto questo stendiamo un velo pietoso... intanto il vero reale problema è rimasto la riforma del servizio pubblico, ancora inattuata nonostante ci si trovi di fronte all'imbarazzante posizione del premier e nonostante il servizio pubblico necessiti di una reale distanza e indipendenza dalla politica. Per noi si deve ripartire dalla riforma della Rai e da più risorse sulle infrastrutture della comunicazione, come la banda larga per le connessioni internet in tutta Italia.